L'Isola della Certosa è collocata nella laguna centrale di Venezia. La sua superficie è di circa 22 ettari e la sua vegetazione comprende boschetti di pioppo bianco, di pioppo nero, di frassino che si alternano a specie arboree ed arbustive non originarie (robinia, bagolaro e gelso, piante da frutto, ligustro giapponese, evonimo giapponese). Nella zona a est convive un bosco di frassino con una vasta radura a canneto litoraneo.
Anticamente l’isola della Certosa era costituita da due piccole isole divise da un canale che venne interrato nel 1199 per erigere un tempio e un monastero divenendo sede dei canonici Agostiniani. Abbandonata dagli Agostiniani nel 1419, dal 1424 l'Isola ospitò i Padri Certosini di Firenze che restaurarono gli edifici e aggiunsero nuove costruzioni tra cui 15 celle organizzate attorno a un chiostro. Ricostruirono anche la chiesa che venne ornata con opere di numerosi maestri tra cui il Tintoretto.
Destinata a luogo di sepoltura di alcune delle famiglia patrizie veneziane l’isola venne abbandonata dai Padri Certosini nel 1806, con la soppressione degli ordini religiosi, destinata da Napoleone a uso militare e spogliata delle sue opere d'arte. L’esercito italiano utilizzò l’isola come stabilimento per la lavorazione degli esplosivi e come poligono fino alla fine degli anni ’60. Con la chiusura dello stabilimento nel 1958 e successivamente delle altre installazioni militari, nel 1968 l’isola subì un generale degrado a cui non si sottrasse l’unico edificio storico rimasto: il cinquecentesco Casello delle polveri, posto a una estremità dell'Isola, verso Venezia.
La rinascita dell’Isola della Certosa prende il via nei primi anni novanta per opera del Comune di Venezia, del Magistrato alle Acque e del Consorzio Venezia Nuova e del Comune di Venezia. Iniziative affiancate dalla creazione del “Comitato Certosa” che, dal 1985, si mobilita per salvaguardare l'Isola dal degrado e recuperarla come Parco Urbano organizzando fino al 2000 il "Certosa Day" (Festa ed azioni di tutela) col coinvolgendo migliaia di cittadini.
I lavori sull’Isola della Certosa, finanziati dalla Unione Europea, dalla Legge Speciale per Venezia e dal bilancio ordinario del Comune di Venezia, hanno avuto come obiettivi non solo il risanamento e il recupero morfologico ed ambientale dell’isola ma anche il riutilizzo e la rivitalizzazione economica dell’isola. E in questa ottica sono stati restaurati gli edifici storici, in particolare il Casello delle Polveri, e sono stati ripristinati e ammodernati i capannoni esistenti. Un complesso che dal novembre 2004 è stato assegnato a Vento di Venezia che ha realizzato una struttura dedicata alla nautica con un approdo unico al mondo a pochi minuti da Piazza San Marco e dal centro storico di Venezia, dando vita a una struttura polifunzionale e a un’organizzazione capace di operare in tutti in settori della nautica.
Una scommessa non facile quella che ha portato un gruppo di giovani professionisti veneziani guidato da Alberto Sonino (tra i tanti successi il titolo mondiale Hobie Tiger nel 2001) e da Matteo Vianello, anche lui con un ricco palmares sportivo, che hanno trovato il sostegno di Giovanni Soldini, convinto fautore di una nuova iniziativa che ha come campo d’azione il mare, a creare una struttura capace di rispondere alle tante esigenze della nautica. Non solo di soddisfare le richieste degli utenti ma anche di andare incontro e dare uno sbocco concreto alla voglia e alla passione di lavorare a contatto con il mare che è di tanti giovani.
Oggi Vento di Venezia è una struttura molto articolata e interamente dedicata alla nautica e ai suoi numerosi aspetti: dalla costruzione di nuovi scafi a vela e a motore, realizzati abbinando le tecnologie più innovative e al tempo stesso più rispettose dell’ambiente naturale con la ricerca delle soluzioni progettuali più avanzate, alla manutenzione delle barche, dagli ormeggi alla possibilità di effettuare restauri e refitting di scafi d’epoca, alla didattica che si sviluppa nell’organizzazione di corsi di vela, di arte remiera, di canoa e si amplia a livello internazionale attraverso l’accordo con Les Glénans, la più prestigiosa scuola di vela francese, che ha scelto Vento di Venezia come sua nuova base in Italia. VdV offre inoltre il servizio charter mettendo a disposizione la sua flotta formata dall’ Elan 31, il catamarano Lagoon 38, il Minitransat una Vela per Emergency, l’Oceanis 440.
Molteplici le novità del 2007: l’apertura di un nuovo complesso ricettivo a disposizione degli ospiti della darsena e di chi visiterà l’isola. La struttura alberghiera è dotata di confortevoli camere doppie e singole per un totale di 25 posti letto. Il bar e il ristorante offrono luminosissime sale interne e piacevoli spazi esterni che ben si prestano per l’organizzazione di pranzi e cene di matrimonio, feste di laurea, compleanni e cene aziendali. La ricettività sarà di supporto alla sede veneziana dell’Istituto Europeo di Design che verrà inaugurata sull’isola e dove si terranno master tra i quali corsi di Contemporary Art Curator, Luxury Design, Event Planning, Glass Design, Heritage Faschino Design. E’ prevista inoltre l’apertura del nuovo VdV Store, negozio di nautica, accessoristica e abbigliamento tecnico.
Il Polo Nautico Vento di Venezia organizzerà negli ampi spazi all’aperto e nell’ edificio storico del 1500 denominato Casello delle Polveri convegni, meeting, ed ogni attività che voglia avere come scenario la splendida laguna di Venezia senza rinunciare ai comfort più moderni.


